E SE PROVASSIMO DALL'INTERNO?
- 12 dic 2017
- Tempo di lettura: 2 min
Alcuni giorni fa sono incappato in una vecchia enciclopedia a fascicoli della fine degli anni ’70, l’enciclopedia del Fai da Te e fra i vari argomenti trattati ho trovato un articolo su “come isolare la tua casa e risparmiare” ed in cui si spiegava come realizzare un isolamento interno.
Sinceramente non pensavo che in quel periodo la cosa potesse già interessare, soprattutto da noi in Italia ove ancora oggi risultiamo poco ricettivi sull’argomento, pertanto volevo cogliere l’occasione per dare due indicazioni sul tema dell’isolamento interno.

Iniziamo col dire che l’isolamento termico interno, o cappotto interno, è l’intervento più economico quando si parla d’isolamento, non coinvolgiamo l’intero condominio ma agiamo all’interno della nostra proprietà e, onestamente, porta palesemente a dei minori consumi per il riscaldamento.
Ciò che più volte non viene considerato sono i lati negativi di questo tipo d’isolamento, in quanto non risolviamo i ponti termici della struttura, non curiamo la permeabilità della parete, cioè se c’è muffa sui muri può rimanere o tendere a peggiorare, di fatto, si diminuisce la superficie utile e le probabilità di condensa interna aumentano a discapito del confort abitativo.
La somma dei pro e dei contro ci porta a dire che l’isolamento interno è un intervento da considerare solo se non ci sono altre soluzioni alternative.
Sicuramente su edifici soggetti a vincoli paesaggistici, storici ed architettonici, quando tutte le altre ipotesi progettuali/tecnologiche e condominiali risultano non realizzabili, l’isolamento interno rimane l’unica possibilità.
Proprio a causa della delicatezza dell’intervento, che ai più potrà sembrare invece banale, andare ad operare con un cappotto interno sottende un’attenta e corretta valutazione dei dati strutturali ed igrometrici dell’abitazione, una ricerca di materiali con capacità igroscopica propria (la capacità di assorbire le molecole d’acqua presenti nell’intorno senza compromettere le proprietà isolanti), la possibilità o meno di posizionare una barriera al vapore, la necessità o meno di un impianto di ricambio dell’aria con deumidificazione e recupero dell’energia, in quanto tutte le decisioni influenzeranno il microclima interno e con esso il reale confort abitativo
In ultimo, mi dispiace per l’enciclopedia del “fai daTe”, la realizzazione, proprio tenendo conto la complessità progettuale a questa deve fare da contrappeso una buona, se non ottima, messa in opera del sistema d’isolamento, che non sarà il semplice “incollare due pannelli…” ma sottenderà delle cognizioni tecnico/esecutive molto precise, proprio perché stiamo parlando di trasmissione di calore e di acqua (in forma di vapore e liquido) e di possibili intromissioni d’aria.
Si segnala per questo, fra le tante soluzioni tecnologiche che il mercato oggi presenta (e non esistenti negli anni '70) la soluzione parete IGROSAN di Naturalia-bau, azienda nota per le avanzate soluzioni tecnologiche e edeco-sostenibili.



























Commenti