PER L'AUTO SI' E PER LA CASA NO?
- 6 giu 2016
- Tempo di lettura: 2 min
A tutti è capitato di dover acquistare un’auto.
A meno che non ci si faccia trasportare dal momento o da una decisione di petto, quando scegliamo la nostra prossima auto, che sia nuova od usata, oltre a visionarne l’esterno e l’interno (che ci deve ovviamente piacere) c’informiamo sulle sue caratteristiche principali come i suoi consumi, il codice Euro, i costi di gestione e la tenuta del prezzo nel tempo.

Ovviamente stiamo parlando di un bene “di consumo”, di un oggetto che, sicuramente, in un arco di anni definito andremo a sostituire, ma quando parliamo di case?
Con la prossima entrata in vigore delle disposizioni in merito al contenimento energetico e dei consumi dovremmo, sin da subito, imparare a ragionare, nella fase di acquisto o modifica di una casa, nello stesso identico modo con cui ragioniamo di un’autovettura e cioè:
Quanto consuma?
A quale livello di normativa risponde?
Tra 10 anni il suo valore sarà aumentato, mantenuto o perderò soldi?
Fino a 10 anni fa le case, almeno in Italia, erano più o meno realizzate nella stessa maniera, cioè avevano caratteristiche tecniche abbastanza standardizzate e differivano, eventualmente, per il livello di finitura (bagni particolari, finiture di maggiore o minore pregio, ecc.).
Dal 2005 in poi la normativa sui consumi, la famosa prestazione energetica, ha inserito nel tempo diversi gradini ai quali i costruttori dovevano adeguarsi, gradini che già dal 1° gennaio 2017 porteranno all’obbligo di coprire il 50 % del fabbisogno energetico con energia da fonti rinnovabili, sino al 31 dicembre 2020 in cui l’obbligo salirà a quasi il 100%.
La domanda perciò è: tra quattro anni la casa ch devo acquistare ora o che ho acquistato da poco sarà ancora sufficientemente apprezzata o subirà una svalutazione più o meno forte?
Non parlo di edifici in classe G (da oltre 200 Kw/mq anno) o in classe B (sotto i 40 Kw/mq anno), ma di edifici attualmente in classe A ma non aventi ancora le caratteristiche degli edifici a energia quasi zero (Nzeb), come verranno valutati questi fabbricati in un mercato immobiliare futuro, dove tutto ciò che verrà costruito o ristrutturato sarà praticamente passivo e con un costo di gestione vicino allo zero?
Cioè non è sufficiente che un edificio sia oggi in classe A, ma ritengo che già da oggi sia importante che il suo indice di prestazione globale (consumo per metro quadrato) sia in linea con le prescrizioni del 2020.
Questo perchè stiamo parlando di una casa, non di un'auto o di un mobile, ma di una casa il cui acquisto implica investimenti ed impegni finanziari importanti.
Attenzione, il fatto che la norma entri in vigore alla fine del 2020 non vuol dire che tutto ciò che il mercato del nuovo offrirà rispetterà tali parametri, in quanto da tale data scatterà l’obbligo per le nuove progettazioni e nuove ristrutturazioni, questo vuol dire che tutti gli immobili autorizzati prima del 1° gennaio 2021 non saranno soggetti a quest’obbligo e potranno essere ugualmente immessi sul mercato immobiliare.
Questo mio blog, pertanto, vuole solamente mettere in guardia chi ha deciso di comprare casa o di ristrutturarla, raccomandandovi di porre attenzione a quello che vi viene proposto e decidete di fare, per non ritrovarvi ad avere in mano il “modello appena uscito di produzione”, con tutte le conseguenze che comporterebbe, un domani, la vendita di un “modello ormai fuori produzione”.



























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